Un’azienda che non può più saldare i propri debiti alla scadenza con la liquidità disponibile si trova in stato di insolvenza. Questa situazione innesca un obbligo legale preciso: presentare una dichiarazione presso il tribunale competente. Il termine « certificato di cessazione dei pagamenti » designa in pratica questo documento di dichiarazione, spesso ancora chiamato deposito di bilancio.
Attivo disponibile e passivo esigibile: il test che innesca tutto
Prima di parlare di modulo o di tribunale, è necessario comprendere il meccanismo che fa scivolare un’azienda in questa situazione. L’articolo L.631-1 del Codice di commercio stabilisce un test semplice: l’attivo disponibile non copre più il passivo esigibile.
L’attivo disponibile sono le liquidità mobilitabili immediatamente. I saldi bancari, il contante in cassa, un assegno bancario ricevuto anche se non ancora incassato, o ancora anticipi in conto corrente di soci né bloccati né richiesti. Un locale commerciale o un’attrezzatura di cui l’azienda è proprietaria non rientrano in questo calcolo. Sono beni, non liquidità.
Il passivo esigibile comprende i debiti scaduti di cui i creditori possono richiedere il pagamento immediato. Contributi sociali in ritardo, fatture fornitore non pagate, scadenze fiscali superate. Questi debiti devono essere certi e liquidi, cioè quantificabili in euro.
Quando il primo importo è inferiore al secondo, lo stato di insolvenza è caratterizzato. Un articolo più dettagliato esplora il certificato di cessazione dei pagamenti in azienda sotto l’angolo della sua definizione giuridica completa.

Termine di 45 giorni per dichiarare l’insolvenza
Non appena viene constatato lo stato di insolvenza, il dirigente ha a disposizione un massimo di 45 giorni per presentare la dichiarazione presso il tribunale competente. Questo termine non è una raccomandazione: è un obbligo legale.
Perché questo termine è così rigoroso? Perché superare i 45 giorni espone il dirigente a sanzioni personali. Il tribunale può ritenere che ci sia stata una cattiva gestione, il che apre la porta a un divieto di gestione, fino a un’azione di copertura del passivo se i debiti della società non possono essere coperti.
Chi presenta la dichiarazione
Solo il rappresentante legale dell’azienda può effettuare questa procedura. Per una SRL, è il gerente. Per una SAS, il presidente. In caso di co-gestione, ciascuno dei co-gestori può presentare individualmente la dichiarazione, senza bisogno dell’accordo degli altri.
Un dipendente, un creditore o un socio non dirigente non può presentare questa dichiarazione. Tuttavia, un creditore può adire il tribunale per richiedere l’apertura di una procedura collettiva, che è una procedura distinta.
Modulo e documenti giustificativi da raccogliere
La dichiarazione di cessazione dei pagamenti passa attraverso un modulo strutturato in più sezioni. Ecco gli elementi che il tribunale si aspetta:
- L’identificazione del depositante (nome, qualità, potere di rappresentanza) e dell’azienda (denominazione, SIREN, sede legale, forma giuridica)
- Un elenco del passivo esigibile che dettagli ogni debito con il nome del creditore, l’importo e la data di scadenza
- Un elenco dell’attivo disponibile che elenchi i saldi bancari, il contante e le riserve di credito mobilitabili
- I conti annuali dell’ultimo esercizio, la situazione di liquidità di meno di un mese e il numero di dipendenti
- Una descrizione dell’origine delle difficoltà (perdita di fatturato, crediti insoluti, aumento dei costi)
L’assenza di un solo documento può ritardare l’esame del dossier. Preparare il dossier completo prima di recarsi al tribunale fa guadagnare diversi giorni in una situazione in cui ogni settimana conta.

Tribunali delle attività economiche: cosa cambia dal 2025
Dal 1° gennaio 2025, un esperimento ha istituito dodici tribunali delle attività economiche (TAE) in diverse città, tra cui Parigi, Lione, Marsiglia, Nanterre e Nancy. Queste giurisdizioni sostituiscono i precedenti tribunali di commercio per le aziende che rientrano nella loro giurisdizione.
Il cambiamento più concreto per un dirigente che presenta un dossier di cessazione dei pagamenti: la dichiarazione può ora essere effettuata online tramite il portale Tribunale digitale. Non è più necessario recarsi fisicamente al tribunale se il tribunale interessato fa parte dell’esperimento.
Per le aziende situate al di fuori delle zone coperte dai TAE, il circuito rimane identico. Il deposito avviene presso il tribunale di commercio per i commercianti e artigiani, o presso il tribunale giudiziario per le professioni liberali e gli agricoltori.
Verificare il tribunale competente
Il tribunale competente è quello del luogo della sede legale dell’azienda. In caso di dubbio, il cancelleria del tribunale di commercio locale indirizza verso la giusta giurisdizione. Questa verifica richiede pochi minuti e evita un rigetto del dossier per incompetenza territoriale.
Cosa succede dopo la presentazione della dichiarazione
Il tribunale convoca il dirigente a un’udienza, generalmente nei giorni successivi alla presentazione. Durante questa udienza, il giudice esamina la realtà dello stato di cessazione dei pagamenti e decide sull’apertura di una procedura collettiva.
Si presentano due esiti principali:
- Il risanamento giudiziario, se il tribunale ritiene che l’attività possa essere mantenuta. Un amministratore giudiziario viene nominato per accompagnare il dirigente nella ristrutturazione dei debiti e nella continuazione dell’attività
- La liquidazione giudiziaria, se la situazione è irrimediabilmente compromessa. L’attività cessa, gli attivi vengono venduti per rimborsare i creditori in un ordine di priorità stabilito dalla legge
Il tribunale fissa anche la data esatta di cessazione dei pagamenti, che può essere anteriore al giorno della presentazione. Questa data ha conseguenze sulla validità di alcuni atti passati dall’azienda durante il periodo sospetto.
Preparare un dossier completo, rispettare il termine legale e identificare il giusto tribunale rimangono le tre azioni concrete che determinano l’andamento della procedura. Un dirigente che anticipa queste fasi conserva maggiore margine di manovra di fronte al tribunale.



