Il dorso di un libro, che si tratti della testa, del piede o della gola, rimane la zona più esposta alle aggressioni meccaniche e ambientali. È anche la parte che la maggior parte delle guide di conservazione trascura a favore della copertura o del retro. Proteggere il dorso di un libro implica comprendere la natura del materiale esposto: tagli di carta grezza, senza rivestimento, che assorbono polvere, umidità e grassi da contatto.
Microfessure e sfaldamento dei tagli: la trappola della plastica rigida
Laminate un’opera fino ai tagli con un film di plastica rigida o acida provoca l’effetto opposto a quello desiderato. Secondo i lavori riportati dal Library of Congress Binding and Preservation Lab, le plastiche rigide applicate sui tagli aumentano il rischio di microfessure e di sfaldamento dei bordi delle pagine, in particolare sulla testa, esposta agli urti e alla polvere.
Il meccanismo è semplice: il film costringe le fibre della carta in una direzione unica. Sotto l’effetto delle variazioni igrometriche, le fibre si gonfiano e si ritirano perpendicolarmente al taglio, e la plastica rigida impedisce questo movimento naturale. Il risultato, dopo alcuni mesi, è un bordo di pagina fragile che si sfalda al minimo sfogliare.
Consigliamo di interrompere qualsiasi film di copertura a pochi millimetri dal taglio. Diverse tecniche per proteggere il dorso di un libro si basano su questo principio di margine volontario, che lascia respirare le fibre mentre copre la copertura.

Filo di dorso e rinforzo di retro: la protezione strutturale della testa e del piede
Su un libro rilegato, il filo di dorso non è un ornamento. Questo piccolo nastro tessile incollato in testa e in piede del retro svolge una funzione meccanica precisa: il filo di dorso impedisce al blocco di pagine di disunirsi dal retro durante le manipolazioni ripetute. Quando si tira un libro per la cuffia per estrarlo da uno scaffale, è il filo di dorso che assorbe la tensione.
Su opere brossurate, questa protezione non esiste. Il retro incollato è direttamente esposto. Osserviamo che la maggior parte dei danni al dorso sui brossurati proviene da questo gesto di estrazione per la cuffia. Due contromisure concrete:
- Spingere il libro vicino verso il retro per afferrare l’opera dai piatti, mai dalla testa del retro
- Applicare una striscia di tela fine (percaline o jaconas) sulla testa e sul piede del retro con una colla PVA neutra, lasciando sporgere di qualche millimetro sui piatti
- Su rilegature antiche di cui il filo di dorso è staccato, riattaccarlo con un punto di colla reversibile prima che il blocco si muova
Asciugatura dopo danno da acqua: il metodo degli intercalari assorbenti
Un libro bagnato mal asciugato si deforma in modo irreversibile a livello del retro e dei tagli. La tecnica professionale standard consiste nell’intercalare fogli assorbenti ogni venti-trenta pagine, lasciando sporgere gli intercalari dal taglio per drenare l’umidità verso l’esterno.
Si sostituiscono gli intercalari man mano che si saturano, e si gira regolarmente il volume per un’asciugatura omogenea. Questo metodo preserva meglio la planarità e la solidità dei tagli rispetto alla pressatura a piatto o all’asciugatura con il phon, che provocano ondulazioni e fragilizzazione dei bordi.
Il punto spesso trascurato: non chiudere mai completamente il libro durante l’asciugatura. I tagli devono rimanere aperti all’aria per consentire l’evaporazione attraverso i tagli, non attraverso il retro dove la colla si ammorbidirebbe.
Quando intervenire su un’opera già ondulata
Se i tagli si sono asciugati ondulando, un passaggio sotto pressa tra cartoni a pH neutro per diversi giorni può correggere parzialmente la deformazione. Oltre alcune settimane dopo il sinistro, la deformazione delle fibre diventa permanente.

Riporre verticalmente e distanziare: proteggere il dorso quotidianamente
Un libro troppo stretto tra i suoi vicini comprime i tagli laterali e impedisce la circolazione dell’aria. Un libro troppo isolato si rovescia di lato, schiacciando la gola sotto il proprio peso. Il distanziamento ideale consente di far scivolare un dito tra due opere senza forzare.
La sistemazione orizzontale, spesso praticata per mancanza di spazio, concentra tutto il peso del volume sul taglio inferiore. Raccomandiamo di non impilare mai più di tre opere e di posizionare la più pesante in basso. Per i formati grandi (atlanti, libri d’arte), lo stoccaggio a piatto rimane preferibile, a condizione che il taglio di testa non sia a contatto diretto con lo scaffale: un feltro neutro o un foglio di carta non acida come tampone è sufficiente.
Impressione e colorazione del dorso: una barriera fisica sottovalutata
L’impressione in oro sul dorso non ha solo una funzione decorativa. La foglia d’oro applicata sul taglio sigilla le fibre e respinge la polvere. È il motivo per cui i messali e i libri delle ore antichi conservano tagli intatti dopo diversi secoli.
Su opere contemporanee, la colorazione del dorso (fore-edge coloring) con inchiostri a base d’acqua svolge parzialmente lo stesso ruolo riempiendo gli spazi tra le pagine. Il risultato è una superficie più liscia, meno propensa all’accumulo di particelle. La tecnica richiede un blocco ben stretto in una pressa prima dell’applicazione e una carta sufficientemente densa per non assorbire l’inchiostro in profondità.
Pulizia del dorso di testa: materiale e frequenza
Il dorso di testa cattura continuamente la polvere. Una pulizia regolare con un pennello a setole morbide (tipo pennello da legatoria) evita che le particelle si incastrino tra le pagine per capillarità. Il gesto corretto parte dal retro verso la gola, mai il contrario, per non spingere la polvere nel blocco.
- Frequenza minima: ogni tre-sei mesi per una biblioteca domestica, mensilmente in ambiente urbano polveroso
- Proibire i panni umidi sui tagli: l’acqua penetra istantaneamente nei tagli non trattati e provoca aloni
- Per i tagli molto sporchi, una gomma in crepe di gomma (nota come gomma da legatoria) rimuove i depositi superficiali senza abrasare le fibre
La protezione del dorso rimane un lavoro di prevenzione più che di riparazione. I gesti sono semplici, il materiale poco costoso, ma la regolarità fa tutta la differenza tra un libro che invecchia e un libro che si degrada.



