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Le migliori strategie per avere successo nel vostro investimento immobiliare nel 2024

Un appartamento antico ben posizionato ma classificato F nel DPE, un monolocale nuovo in zona tesa con un affitto controllato, un lotto di SCPI…

Femme professionnelle analysant des documents d'investissement immobilier dans un bureau moderne avec vue sur la ville

Un appartamento antico ben posizionato ma classificato F al DPE, un monolocale nuovo in zona tesa con un affitto plafonato, un pacchetto di SCPI europee acquistate a credito: queste tre situazioni non richiedono la stessa strategia, non lo stesso montaggio, non lo stesso orizzonte. L’investimento immobiliare nel 2024 si gioca su arbitrati molto concreti, dove il rendimento dipende meno dal « buon affare » che dalla coerenza tra il progetto, il finanziamento e la fiscalità scelta.

Passivi termici: negoziare il prezzo d’acquisto prima di budgetizzare i lavori

Si inizia spesso dal rendimento lordo dichiarato. Sul campo, la prima variabile che fa o disfa un’operazione su un immobile energivoro è la reale decurtazione ottenuta all’acquisto. Un alloggio classificato F o G si negozia nettamente sotto il prezzo di mercato locale, talvolta con un margine di discussione che gli immobili meglio classificati non offrono più.

Il calendario normativo pesa direttamente su questa negoziazione. Gli alloggi classificati G sono già vietati alla locazione dal gennaio 2025. I F seguiranno nel 2028, gli E nel 2034. Un proprietario che non vuole intraprendere lavori si ritrova venditore costretto, il che apre una finestra per gli acquirenti pronti a ristrutturare.

Prima di firmare, si quantifica il costo dei lavori con un artigiano RGE e si verifica l’idoneità a MaPrimeRénov’. Il classico tranello: acquistare un passivo termico in condominio dove l’amministratore blocca l’isolamento esterno. In questo caso, il guadagno energetico rimane limitato, il DPE progredisce poco e la redditività crolla. È meglio verificare le restrizioni condominiali prima ancora di negoziare il prezzo.

Per confrontare le opportunità disponibili in diverse città, si può accedere a Le Top Immobilier e filtrare per tipo di immobile e zona geografica.

Coppia che visita un immobile con un agente in una strada residenziale tranquilla in autunno

Rendimento locativo netto: le voci che i simulatori dimenticano

La maggior parte dei simulatori online calcola un rendimento lordo (affitto annuale diviso per prezzo d’acquisto). Questo numero non dice quasi nulla. Il rendimento netto dopo spese e tassazione può essere inferiore della metà rispetto al rendimento lordo.

Ecco le voci spesso sottovalutate in un calcolo rapido:

  • La tassa fondiaria, che varia da un semplice a un triplo a seconda del comune e che è aumentata sensibilmente negli ultimi anni in molte comunità.
  • La vacanza locativa: anche in zona tesa, un mese senza inquilino tra due contratti riduce il rendimento reale. Su un monolocale, un mese di vacanza rappresenta più di otto punti di mancato guadagno nell’anno.
  • Le spese condominiali non recuperabili, in particolare le provvigioni per grandi lavori (facciata, tetto) votate in assemblea generale.
  • Il costo della gestione locativa delegata, generalmente attorno a pochi punti percentuali dell’affitto incassato, da integrare se non si gestisce autonomamente.

Un buon riflesso: richiedere i tre ultimi verbali di assemblea generale prima di acquistare. Qui si individuano i lavori votati, le richieste di fondi a venire e lo stato reale dell’immobile.

Regime fiscale e credito: due leve che cambiano la redditività reale

La scelta del regime fiscale non è un dettaglio amministrativo. Nella locazione arredata, il regime reale consente di dedurre l’ammortamento dell’immobile, gli interessi di prestito e le spese. Passare dal micro-BIC al regime reale può dimezzare l’imposizione sui redditi locativi, a condizione che l’importo delle spese e degli ammortamenti superi la deduzione forfettaria.

Nella locazione nuda, il regime micro-fondiario (deduzione del trenta percento) è adatto ai proprietari senza prestito né lavori. Non appena c’è un prestito in corso o lavori deducibili, il regime reale fondiario diventa più vantaggioso. I ritorni variano su questo punto a seconda della durata residua del prestito e dell’importo degli interessi.

Il credito come strumento di leva patrimoniale

Prendere in prestito per investire rimane una strategia pertinente quando il tasso del credito rimane inferiore al rendimento netto dell’immobile. Con la stabilizzazione progressiva dei tassi di prestito osservata di recente, alcuni montaggi tornano a essere viabili, in particolare su durate di quindici a venti anni.

Confrontare almeno tre offerte bancarie e un mediatore rimane il modo più diretto per guadagnare qualche decina di punti base sul tasso, il che rappresenta diverse migliaia di euro di risparmio sulla durata totale del prestito.

Uomo che studia una strategia di investimento immobiliare su tablet in una cucina moderna

SCPI e investimento indiretto: diversificare senza gestire un inquilino

Per gli investitori che non vogliono gestire un immobile direttamente, le SCPI (società civili di investimento immobiliare) offrono un’esposizione al mercato immobiliare con un biglietto d’ingresso più basso. Si acquistano quote, la società di gestione si occupa dell’acquisizione, della locazione e della manutenzione degli immobili.

Il mercato delle SCPI ha attraversato una fase di correzione, con cali di prezzo delle quote su alcuni veicoli investiti in uffici. Questa correzione crea punti d’ingresso per i nuovi sottoscrittori, a condizione di verificare due elementi:

  • Il tasso di occupazione finanziaria: riflette la quota degli affitti effettivamente percepiti rispetto al potenziale totale. Un tasso al di sotto del novanta percento segnala difficoltà di commercializzazione.
  • La diversificazione geografica: le SCPI investite in diversi paesi europei riducono il rischio legato a un solo mercato locale e beneficiano talvolta di una fiscalità più favorevole sui redditi esteri.
  • Le spese di sottoscrizione e gestione, che pesano sul rendimento netto distribuito. Si confrontano su più anni per valutare l’impatto reale.

Acquistare quote di SCPI a credito consente di riprodurre l’effetto leva dell’investimento locativo classico, con una gestione completamente delegata. Esiste il rischio di liquidità: rivendere le proprie quote può richiedere diverse settimane, se non mesi su alcuni veicoli.

Il ritorno dei capitali nordamericani sul mercato francese (la loro quota è più che raddoppiata tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 secondo Savills Research) modifica anche la concorrenza sugli attivi terziari, il che può influenzare le valutazioni delle SCPI esposte a questo segmento.

Scegliere tra investimento diretto e SCPI dipende dal tempo disponibile, dall’appetito per la gestione locativa e dal bisogno di liquidità. Le due approcci si completano in un patrimonio diversificato, a condizione di non concentrare l’intero risparmio su un solo veicolo né su un’unica zona geografica.

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